
la mia storia agonistica dal 1993 ad oggi
Bresciano d’origine, Trevigiano d’adozione.
Una vita costruita passo dopo passo: famiglia, casa, carriera da direttore commerciale in importanti aziende dello sport. Una vita solida. Concreta. Ma dentro, da sempre, bruciava un motore.
Sono sportivo per natura. Ho inseguito l’adrenalina praticando molti sport, prima il motocross, poi ho sfidato la gravità in bike-downhill, gli sci e la neve mi hanno sempre accompagnato. Ma la velocità vera, quella che ti entra nelle vene e non ti lascia più, mi aspettava altrove.
Sono un pilota atipico.
Non sono nato ricco. Non ho iniziato da ragazzino con il casco troppo grande e i sogni già finanziati. Prima ho dovuto sistemare i fondamentali della vita. Solo dopo, quando tutto era in ordine, ho potuto ascoltare quella voce che mi chiamava da sempre.
Così, nel 1993, a 38 anni — quando molti appendono il casco al chiodo — io l’ho indossato per la prima volta quando mi sono innamorato di un kart.
Doveva essere solo un passaggio, un paio d’anni per imparare i segreti dell’assetto e poi salire sulle auto. Invece è diventato un capitolo straordinario: oltre 250 gare, vittorie, battaglie sui circuiti cittadini, quelli senza vie di fuga, dove o sei preciso… o paghi. Lì ero a casa.
Ma il kart è uno sport fisico. Dopo i 50 anni diventa una lotta contro il tempo. Così nel 2008 ho fatto il grande salto: le cronoscalate. Tornanti, muri vicini, errori vietati. Esattamente come piace a me.
Fin da ragazzino, seduto sui prati della leggendaria Malegno/Ossimo/Borno, guardavo quelle vetture salire tra i tornanti e sognavo. Sognavo di essere io al volante.
Nel 2008 quel sogno è diventato realtà.
Su quel tracciato.
Con una piccola Citroën Saxo 1600.
Poi è stata un’escalation di emozioni: Renault R5 GT Turbo, Honda Civic EK4, fino al salto nel mondo delle vetture sport prototipo con la mitica Elia Avrio ST 09, motorizzata Yamaha 1000, telaio n°09.
Le Elia si sono evolute, quattro telai diversi, motori Suzuki Hayabusa sempre più potenti. Vittorie di gruppo e di classe, negli slalom e nelle cronoscalate. Ogni gara una sfida, ogni traguardo una conquista sia in Italia che oltre confine.
Dal 2010 al 2022 ho guidato anche altre vetture sport prototipo: Radical Prosport 1600, Radical SR4 1400, Norma M20F 2000. Macchine estreme, pure, che non perdonano.
Nel 2023 sono tornato alle vetture turismo, con una Honda Civic Type R EP3 2000 cc.
Dopo 140 gare a trazione posteriore, tornare a una trazione anteriore non è stato semplice. Ma le sfide mi hanno sempre acceso più delle certezze. E anche questa Honda mi ha regalato soddisfazioni vere.
Sono un pilota che pensa al campionato, non alla gloria di un giorno.
Costanza, strategia, visione. Negli ultimi anni ho gestito le mie vetture completamente da solo. Nessun meccanico. Nessuna assistenza. Solo io, la macchina e il paddock.
È faticoso. Ti prosciuga energie. Ma mi ha permesso di fare più gare, di vivere più chilometri, di sentire più volte il battito prima del via.
Perché per me correre non è solo competere.
È dimostrare che i sogni non hanno una data di scadenza.
A 70 anni mi presento ancora sulla linea di partenza. Sfido piloti che potrebbero essere miei figli. E a volte li batto.
Il mio motto?
AGE IS NOT A LIMIT.
Per me l’età non deve essere un limite ed io non voglio che lo sia.
E finché sentirò un motore accendersi dentro, non lo sarà mai. 🏁
Tutte le vetture (e alcuni kart), che ho guidato dal 1993 ad oggi
Momenti intensi e dettagli delle mie gare dal kart alle auto, dai circuiti cittadini alla velocità in salita

































